Il biscotto della sera, il premietto quando torni a casa, mezzo wurstel mentre prepari la cena, lo stick dentale prima di dormire. Presi uno alla volta gli snack per cani e gatti sembrano niente: è il gesto che conta, non il cibo. Sommati su una giornata, per un gatto di quattro chili possono valere il triplo di quello che dovrebbe ricevere in extra.
Il problema non è solo il peso. Superata una certa quota, i premietti cambiano l’equilibrio nutrizionale di tutta la razione — e nel gatto sterilizzato che vive in casa bastano poche calorie per scendere sotto i minimi. Qui vediamo quanto pesa davvero ogni tipo di extra, qual è il limite che usano i nutrizionisti, come calcolare le calorie quando sulla confezione non ci sono, e cosa mettere al posto del cibo quando quello che il tuo animale cerca è solo la tua attenzione.
Quante calorie ha davvero uno snack per cani
Il costo calorico di un premietto non ha quasi nessun rapporto con le sue dimensioni. Un premio da addestramento è piccolo perché deve essere mangiato in un secondo, non perché contenga poco; gli snack essiccati sono privi d’acqua, quindi densissimi di energia per grammo. Questi sono ordini di grandezza indicativi — i valori reali cambiano da prodotto a prodotto, ed è proprio per questo che vanno letti in etichetta.

- Croccantino premio per gatto: 1,5-2 kcal a pezzetto.
- Crema in tubetto per gatto: 6-8 kcal per tubetto da 14 g.
- Premietto morbido da addestramento: 3-5 kcal l’uno.
- Biscotto per cani: 50-60 kcal per un biscotto medio da 15 g.
- Stick dentale per taglia media: 75-85 kcal l’uno.
- Orecchio di maiale essiccato: intorno alle 150 kcal per un pezzo da 35 g.
E questi sono gli extra che arrivano dalla nostra cucina, quelli che nessuno considera cibo per animali proprio perché non lo sono:
- Grana, 38 kcal per un pezzetto da 10 g — quello che dai senza nemmeno guardare.
- Prosciutto cotto: 54 kcal per una fetta da 25 g.
- Burro d’arachidi: 80 kcal per un cucchiaio.
- Pollo lesso senza pelle: 50 kcal per 30 g, ed è il migliore del gruppo.
- Carota cruda: 18 kcal per 50 g, cioè quasi niente.
Tieni a mente il numero dell’orecchio di maiale: un passatempo che sparisce in cinque minuti e sembra innocuo costa quanto il 40% della razione giornaliera di un cane di 5 chili.
La regola del 10%: cosa dice davvero
La raccomandazione che usano i veterinari nutrizionisti, ripresa dalle linee guida WSAVA, è netta: gli extra non devono superare il 10% delle calorie giornaliere. Tutto quello che non è l’alimento completo rientra nel conto — premietti, snack dentali, avanzi di tavola, il pezzo di pane, il latte rimasto nella tazza.
Ci sono due precisazioni che fanno la differenza tra applicarla davvero e limitarsi a crederci. La prima: quel 10% si sottrae, non si aggiunge. Se il tuo cane ha bisogno di 1.000 kcal e gliene dai 100 in snack, la razione di crocchette scende a 900. Sommare gli extra sopra la razione piena significa dargli il 10% di calorie in più ogni singolo giorno: in un anno sono settimane intere di cibo in eccesso.
La seconda: il 10% è un tetto, non un obiettivo. Non esiste nessuna ragione nutrizionale per arrivarci. È semplicemente il massimo tollerabile perché il restante 90% continui a coprire i fabbisogni.
Il motivo del limite, infatti, non è soltanto il peso. Un alimento completo è formulato perché a quella razione porti tutte le proteine, i grassi essenziali, i minerali e le vitamine che servono. I premietti invece sono alimenti complementari: appetibili, spesso grassi o salati, quasi mai bilanciati. Ogni caloria di snack che entra è una caloria di alimento completo che esce — e con lei escono i nutrienti che quell’alimento doveva portare.
Quanti snack per cani e gatti al giorno: il conto in pratica
Serve un solo numero di partenza: il fabbisogno giornaliero del tuo animale. Se non l’hai mai calcolato, trovi il metodo in tre passaggi nella guida a come si calcola la razione giornaliera. Poi basta prenderne il 10%.
Cane di 20 kg sterilizzato, circa 1.060 kcal al giorno. Il tetto è 106 kcal: due biscotti medi, oppure uno stick dentale più un pezzetto di grana. L’orecchio di maiale da solo ne occupa il 140%, quindi nei giorni in cui glielo dai è l’unico extra e la razione va tagliata di conseguenza.
Cane di 5 kg sterilizzato, circa 375 kcal al giorno. Il tetto è 37 kcal: meno di un biscotto per cani. Qui la matematica è spietata — sul cane piccolo un solo extra “normale” basta a sballare la giornata, ed è uno dei motivi per cui il sovrappeso è così frequente nelle taglie toy.
Gatto di 4 kg sterilizzato, circa 240 kcal al giorno. Il tetto è 24 kcal, cioè un tubetto cremoso e una decina di croccantini premio. Se in casa siete in tre e ognuno gli dà qualcosa quando passa in cucina, la quota è finita prima di pranzo senza che nessuno abbia la sensazione di aver esagerato.
Un accorgimento che funziona più di qualsiasi calcolo: la mattina metti la quota di premietti della giornata in un barattolo e usa solo quello. Chi vive in casa capisce al volo quanto resta, e nessuno deve tenere i conti a mente.
Quando gli snack per cani e gatti diluiscono la razione
Qui la faccenda si fa più interessante, ed è il motivo per cui il 10% non è una regola di buon senso ma una soglia tecnica.

Uno studio pubblicato nel 2025 sulla rivista Veterinary Sciences ha fatto una cosa che nessuno aveva fatto prima: ha preso 226 alimenti secchi per cani, 124 per gatti, 170 snack per cani e 114 per gatti, ha ridotto del 10% la razione dell’alimento completo come vuole la regola, ha messo gli snack al suo posto e ha controllato se i fabbisogni minimi FEDIAF venivano ancora coperti.
Per i cani non è emerso nessun problema: proteine e grassi restavano coperti in tutti gli scenari. Per i gatti, invece, dipende da chi è il gatto. In quelli attivi i minimi proteici reggevano sempre; nei gatti sterilizzati che vivono in casa — cioè la maggioranza dei gatti italiani — la sostituzione portava sotto il minimo di proteine fino al 36% degli alimenti testati con gli snack secchi, e sotto il minimo di grassi fino al 45% con gli snack liquidi, quelli in tubetto che tanti gatti adorano.
Il meccanismo è semplice: il gatto sterilizzato d’appartamento mangia poco in assoluto, perché consuma poco. Quando la razione è già piccola, toglierne un decimo per rimpiazzarlo con un prodotto non bilanciato lascia molto meno margine che in un cane da 20 chili. Gli autori concludono che per questa popolazione la regola del 10% andrebbe rivista al ribasso.
La lettura pratica, senza allarmismi: se hai un gatto sterilizzato che vive in casa, tieni gli extra ben sotto il tetto — intorno al 5% — e scegli premi che somiglino il più possibile a cibo per gatti, cioè ricchi di proteine animali, non biscottini.
Perché sulla confezione le calorie spesso non ci sono
Provi a fare il conto e scopri che sul sacchetto dei premietti le kcal non sono scritte da nessuna parte. Non è una dimenticanza: in Europa la dichiarazione del valore energetico degli alimenti per animali è volontaria. La normativa impone l’analisi chimica — proteine, grassi, fibre, ceneri, umidità — ma non le calorie, che il produttore indica solo se vuole. Sugli alimenti completi ormai quasi tutti le dichiarano; sugli snack molto meno, ed è proprio la categoria in cui servirebbero di più.
Se mancano, puoi stimarle in trenta secondi partendo dall’analisi chimica riportata in etichetta, con gli stessi coefficienti usati nel settore: kcal per 100 g = (proteine × 3,5) + (grassi × 8,5) + (carboidrati × 3,5), dove i carboidrati si ricavano per differenza, cioè 100 meno proteine, grassi, fibra, ceneri e umidità.
Un esempio reale. Uno stick dentale dichiara proteine 8%, grassi 2%, fibra 1%, ceneri 4%, umidità 15%. I carboidrati sono 100 − 8 − 2 − 1 − 4 − 15 = 70. Quindi (8 × 3,5) + (2 × 8,5) + (70 × 3,5) fa 28 + 17 + 245, cioè 290 kcal per 100 g. Uno stick da 28 g ne porta 81: per il gatto dell’esempio sarebbe più di tre volte il tetto giornaliero, per il cane di 5 chili più del doppio.
C’è un altro dato che invece per legge deve esserci: sugli alimenti complementari il produttore è tenuto a indicare la quantità massima giornaliera consigliata. Se quel numero ti sembra alto rispetto alla taglia del tuo animale — e succede spesso — è già un’informazione su come il prodotto è stato pensato.
Gli avanzi di tavola, visti in proporzione
“È solo un pezzettino” è la frase con cui ingrassa la maggior parte dei cani. Il punto è che la differenza di scala tra il nostro corpo e il loro rende quei pezzettini tutt’altro che piccoli. Un pezzetto di grana da 10 grammi dato a un gatto di 4 chili equivale, in proporzione al fabbisogno, a oltre 300 kcal per una persona adulta: una merenda da bar, tutti i giorni. Mezzo wurstel a un cane da 10 chili vale come 200 kcal fuori pasto per noi.
Se gli avanzi fanno parte della vostra routine e non vuoi eliminarli, spostali su cose che occupano poco spazio calorico: un pezzo di carota, una fetta di zucchina lessa, un cubetto di pollo lesso senza pelle. Alcune cose invece restano fuori sempre, perché sono tossiche a prescindere dalla quantità:
- Cipolla, aglio, porro e scalogno, che danneggiano i globuli rossi anche cotti.
- Uva e uvetta, potenzialmente tossiche per i reni del cane anche in piccole quantità.
- Cioccolato e caffè, per la teobromina e la caffeina.
- Xilitolo, il dolcificante di molti prodotti “senza zucchero”, pericoloso per il cane a dosi minime.
- Ossa cotte, che si scheggiano, e ovviamente gli alcolici.
Come far rendere di più il tuo 10%
Il margine è stretto, ma si può allargare parecchio cambiando il modo in cui premi, non la quantità:

- Usa la razione come premio: metti da parte una manciata di crocchette del pasto e usa quelle per l’addestramento. Valore emotivo identico, costo calorico zero, perché sono già contate.
- Rimpicciolisci i premietti: un biscotto spezzato in quattro premia quattro volte. Cane e gatto contano gli episodi, non i grammi.
- Punta sull’acqua: un premio umido riempie di più a parità di calorie. Per il gatto, un cucchiaino dell’umido che già mangia funziona meglio di un croccantino.
- Sostituisci il cibo con altro: trenta secondi di gioco con la canna, un esercizio riuscito, un giro in più intorno all’isolato. Quasi sempre quello che cerca è l’interazione, e il cibo è solo il veicolo più ovvio.
- Distribuisci la ricerca: nascondere una parte della razione in un tappetino olfattivo o in un dispenser trasforma cibo già previsto in mezz’ora di attività.
Snack dentali e prodotti “funzionali”
Gli stick dentali sono il caso più ambiguo. Hanno un beneficio reale sulla placca, dovuto soprattutto all’azione meccanica della masticazione, ma sono anche fra gli extra più calorici in circolazione — e per fare effetto vanno dati tutti i giorni. Un prodotto da 80 kcal somministrato quotidianamente non è uno snack occasionale: è una voce fissa del bilancio, e come tale va sottratta dalla razione fin dall’inizio.
Lo stesso vale per gli integratori appetibili e i bocconcini “funzionali” per articolazioni, pelo o digestione: sono alimenti complementari a tutti gli effetti, con le loro calorie. Se il tuo animale ne prende uno su indicazione del veterinario, mettilo nel conto del 10% prima dei premietti, non dopo.
Domande frequenti
Quanti snack per cani posso dare al giorno?
Dipende dalle calorie, non dal numero. Calcola il fabbisogno giornaliero, prendine il 10% e dividi per le kcal del premietto che usi. Per un cane di 20 kg il tetto è di circa 106 kcal al giorno, cioè due biscotti medi o una decina di premietti piccoli da addestramento.
Devo davvero togliere le crocchette quando do uno snack?
Sì, se vuoi che il peso resti stabile: gli extra sostituiscono una parte della razione, non si sommano. Per quantità piccole e occasionali la differenza è trascurabile, ma se i premietti sono un’abitudine quotidiana la sottrazione va fatta ogni giorno.
Sugli snack per cani non ci sono le calorie: come faccio?
In Europa la dichiarazione dell’energia non è obbligatoria, quindi capita spesso. Puoi stimarla dall’analisi chimica con la formula (proteine × 3,5) + (grassi × 8,5) + (carboidrati × 3,5), calcolando i carboidrati per differenza. Oppure scansioni il prodotto con l’app HealthPet, che quei valori li calcola già.
Il mio gatto è sterilizzato e vive in casa: posso dargli i tubetti cremosi?
Sì, ma con attenzione alla quota: un gatto di 4 kg ha un tetto di circa 24 kcal al giorno e un tubetto ne vale 6-8. Lo studio del 2025 su Veterinary Sciences ha mostrato che proprio nei gatti sterilizzati d’appartamento sostituire parte della razione con gli snack può portare sotto i minimi di proteine e grassi: meglio restare intorno al 5% e preferire extra ricchi di proteine animali.
Gli snack dentali contano nel 10%?
Sì, e pesano parecchio: uno stick per taglia media sta intorno alle 80 kcal. Dato che vanno usati tutti i giorni per essere efficaci, conviene considerarli una voce fissa del bilancio e sottrarli dalla razione fin dall’inizio.
Frutta e verdura sono un’alternativa sicura agli snack per cani?
Alcune sì, e costano pochissimo in calorie: carota, zucchina lessa, un pezzo di mela senza semi, un cetriolo. Restano escluse uva e uvetta, aglio e cipolla, avocado e noci di macadamia. Nel gatto l’interesse per i vegetali è di solito scarso: meglio puntare su un cubetto di carne lessa.
In conclusione
I premietti non sono il nemico: sono il modo più immediato che abbiamo per dire al nostro animale che gli vogliamo bene, e toglierli del tutto non ha senso. Quello che serve è sapere quanto pesano, perché tra un croccantino da 2 kcal e un orecchio di maiale da 150 c’è la stessa distanza che passa, per noi, tra una caramella e un pranzo intero. Fai il conto una volta, metti la quota della giornata in un barattolo e usa il resto del tempo per premiare con il gioco: il tuo animale non noterà la differenza, la bilancia sì. 🐾
Per sapere quante calorie porta davvero un premietto servono i valori nutrizionali della confezione: con l’app HealthPet scansioni il codice a barre e trovi subito analisi chimica, ingredienti e punteggio del prodotto, snack compresi.
Le informazioni di questa guida hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del veterinario. Se il tuo animale è in sovrappeso o segue una dieta particolare, concorda con lui anche la gestione degli extra.
