Quando sei al supermercato o in un petshop e guardi l’etichetta di un alimento per cani o gatti, hai mai notato quelle parole piccole scritte sotto il nome del prodotto?

“Alimento completo” oppure “Alimento complementare”

Due diciture che sembrano simili ma nascondono una differenza enorme e che, se ignorata, può avere conseguenze concrete sulla salute del tuo animale.

In Europa, la classificazione degli alimenti per animali da compagnia è regolata dal Regolamento CE 767/2009, che definisce in modo preciso le due categorie.

Alimento Completo

Un alimento completo deve contenere tutti i nutrienti necessari ovvero proteine, grassi, carboidrati, vitamine, minerali e oligoelementi in proporzioni adeguate alla specie, all’età e alla taglia dell’animale. Somministrato da solo, nella quantità corretta, deve essere sufficiente a mantenere l’animale in salute.

Alimento Complementare

Un alimento complementare, invece, è pensato per essere abbinato ad altri alimenti. Non contiene tutti i nutrienti in modo bilanciato e, se usato come unica fonte di cibo, porta nel tempo a carenze o squilibri nutrizionali.

Il cibo completo è un pasto, il cibo complementare è un ingrediente di un pasto.

Gli Alimenti completi generalmente sono crocchette, umido in scatola o busta, diete veterinarie bilanciate e alcuni alimenti freschi bilanciati.

Gli Alimenti complementari invece sono tutti gli Snack e bocconcini, Sticks, e croccantini da premio, Umido “al naturale” con un solo ingrediente, Paté monoingrediente senza integrazione vitaminico-minerale ed in fine Brodi e topper per ciotola.

Il problema nasce quando questi ultimi vengono confusi con pasti veri.

Un vasetto di “filetti di pollo in salsa” può sembrare nutriente e magari lo è per le proteine ma senza la corretta integrazione di calcio, fosforo, vitamina D e altri micronutrienti, non è adatto a nutrire il tuo animale da solo.

Dare solo alimenti complementari per settimane o mesi non è innocuo.

Le conseguenze dipendono dal tipo di squilibrio, ma possono includere:
• Carenze di calcio e fosforo, con effetti su ossa e denti
• Ipovitaminosi, in particolare di vitamina A, D ed E
• Eccesso di sodio o grassi, con impatti su reni e peso
• Carenze di taurina nel gatto, con rischi cardiaci.

Non si tratta di emergenze immediate, ma di problemi che si accumulano lentamente e che spesso si manifestano solo quando il danno è già avanzato.

A cosa stare attenti?
1. Cerca la dicitura legale: deve essere chiaramente indicata “alimento completo per cani/gatti” o “alimento complementare per cani/gatti”.
2. Controlla la composizione analitica: un alimento completo riporterà sempre proteine grezze, grassi grezzi, fibre grezze, umidità e ceneri. Se mancano questi valori, è probabile che non sia un alimento completo.
3. Verifica la categoria di età e taglia: un alimento completo deve essere formulato per una specifica fascia (cucciolo, adulto, senior) e, per i cani, spesso anche per taglia.

Pratica molto comune è combinare i due tipi di alimenti completo e complementare, l’importante è che la base della dieta ovvero almeno il 70-80% delle calorie giornaliere sia garantita da un alimento completo e bilanciato.

Il complementare può arricchire il pasto, stimolare l’appetito o premiare il tuo animale, ma non può sostituirsi a una nutrizione bilanciata.

Se hai dubbi sulla dieta del tuo cane o gatto, il punto di partenza è sempre l’etichetta. Se vuoi approfondire, leggi come leggere l’etichetta di cani e gatti; e se convivi con un gatto, scopri come gestire i boli di pelo.

Se stai valutando un cambio di alimentazione come la dieta casalinga, barf o combinazione di più prodotti, il consiglio di un medico veterinario con competenze in nutrizione rimane insostituibile.

Hai domande su come leggere le etichette dei prodotti che dai al tuo animale?

Contattaci o esplora le nostre analisi sui singoli alimenti sull’app HealthPet.

Fonti