Due sacchi di crocchette, uno accanto all’altro sullo scaffale. Sul fronte hanno quasi la stessa cosa: un cane felice, un pezzo di pollo che sembra appena tagliato, qualche parola rassicurante. Uno costa poco più di un euro al chilo, l’altro quasi otto. Mettere due crocchette a confronto partendo dal fronte non porta da nessuna parte: bisogna girarli, tutti e due, e leggere le quattro righe che la legge obbliga a scrivere.

Qui sotto ci sono due etichette vere, di due secchi per cane adulto in vendita in Italia. Li chiamiamo Prodotto A e Prodotto B, senza marca, perché quello che conta non è chi li produce: è che le stesse righe raccontano due progetti opposti, e che imparare a vederlo richiede meno di un minuto. Non troverai un verdetto “questo fa bene, quello fa male” — troverai il ragionamento, passo per passo, e anche quello che quelle righe non possono dirti.

Le due crocchette a confronto, così come stanno sul sacco

Crocchette a confronto: primo piano di crocchette secche per cane

Prodotto A. Ingredienti: cereali (di cui riso 16%), carni e derivati (di cui pollo 25%), oli e grassi, sottoprodotti di origine vegetale, pesci e sottoprodotti dei pesci, estratti di proteine vegetali, lieviti, ortaggi (carote essiccate 4%, piselli essiccati 4%), zuccheri, sostanze minerali. Additivi: vitamine, oligoelementi, antiossidanti, coloranti. Componenti analitici: proteina grezza 25%, grassi grezzi 14%, fibra grezza 3%, ceneri grezze 7,5%, umidità 9%.

Prodotto B. Ingredienti: pollo disossato 26%, proteine di pollo disidratate 25%, patata dolce, grasso di pollo, uova essiccate, aringa, proteina di aringa disidratata, olio di pesce (da aringa), fibra di piselli, carote essiccate, farina di erba medica, inulina, fruttoligosaccaridi, estratto di lievito, melagrano essiccato 0,5%, mela, spinaci, psillio 0,3%, curcuma 0,2%, glucosamina, solfato di condroitina. Additivi: vitamine e oligoelementi. Componenti analitici: proteina grezza 34%, grassi grezzi 18%, fibra grezza 2,6%, ceneri grezze 7,8%, umidità 9%.

Prima di ogni altra cosa, una verifica che sembra pedante e non lo è: l’umidità dichiarata è la stessa, 9% per entrambi. Vuol dire che i due prodotti contengono la stessa quantità d’acqua e che le percentuali si possono confrontare direttamente. Se uno dei due avesse dichiarato 18% di umidità — capita, anche tra i secchi — quel 25% di proteina varrebbe in realtà quasi 31% sulla sostanza secca, e il confronto letto così com’è sarebbe sbagliato.

Il primo ingrediente racconta il progetto

Gli ingredienti sono elencati in ordine di peso decrescente, quindi la prima voce è quella che pesa di più nella ricetta. Nel Prodotto A sono i cereali; nel Prodotto B è il pollo disossato. Tutto il resto dell’analisi, in un certo senso, serve solo a confermare o a correggere questa prima impressione.

C’è una sfumatura che vale la pena tenere presente proprio sul Prodotto B: il pollo disossato è carne fresca, contiene circa il 70% di acqua, e dopo la cottura ne resta meno di un terzo. Il vero motore proteico della ricetta sono le proteine di pollo disidratate al 25%, che pesano già asciutte. È il motivo per cui una parola poco seducente come “disidratato” spesso porta più proteina animale nella ciotola della carne fresca in cima alla lista: ne abbiamo parlato per esteso nell’articolo su come riconoscere le proteine di qualità.

Nel Prodotto A, invece, dopo i cereali arrivano “carni e derivati”, “oli e grassi”, “sottoprodotti di origine vegetale”: tre categorie generiche una dietro l’altra. Che è il punto successivo, ed è il più importante di tutti.

Quando l’etichetta non dice la specie

“Carni e derivati (di cui pollo 25%)” è una dicitura perfettamente legale, e dice due cose insieme. La prima: nel prodotto c’è il 25% di pollo, ed è un’informazione precisa. La seconda si legge in negativo: della parte restante della categoria non sai la specie. Può essere maiale, tacchino, bovino, e può cambiare da un lotto all’altro secondo la disponibilità delle materie prime.

Lo stesso meccanismo si ripete tre volte nella stessa etichetta, ed è il primo posto in cui guardare quando hai due crocchette a confronto.

  • “Oli e grassi”: origine non dichiarata, non sai nemmeno se vegetale o animale. Nel Prodotto B la stessa voce si legge “grasso di pollo”.
  • “Pesci e sottoprodotti dei pesci”: specie non dichiarata. Nel Prodotto B: “aringa”, e più avanti “olio di pesce (da aringa)”.
  • “Estratti di proteine vegetali”: proteina vegetale isolata, poco costosa, che alza il numero in tabella senza aggiungere proteina animale.

Nessuna di queste voci rende il prodotto pericoloso. Lo rendono non verificabile: con l’etichetta in mano non puoi sapere cosa ha mangiato davvero il tuo cane la settimana scorsa, e non potrebbe dirtelo neanche il tuo veterinario. Quando un’azienda usa ingredienti che le costano cari, in genere li scrive per nome — ed è la ragione per cui la precisione dell’etichetta è, da sola, un indizio di qualità abbastanza affidabile.

Zuccheri e coloranti: due voci che parlano di te, non del cane

Ciotola d’acciaio piena di crocchette a forma di osso di colori diversi

Ci sono poi due voci che con due crocchette a confronto saltano subito all’occhio. Nella lista del Prodotto A compaiono gli zuccheri, e tra gli additivi i coloranti. Sono due voci diverse con la stessa logica dietro.

  • Gli zuccheri non hanno alcuna utilità nutrizionale per un cane: migliorano la palatabilità e aiutano la doratura della crocchetta.
  • I coloranti servono a far sembrare arancioni le crocchette con le carote e verdi quelle con i piselli. Il cane distingue i colori molto peggio di te, e comunque non è lui a scegliere il sacco: quelle crocchette colorate sono per l’occhio di chi compra.

Non è un dramma e non è un inganno: è marketing dentro la lista degli ingredienti, il che è già un’informazione su come è stato pensato il prodotto. Sul resto della voce “additivi” — vitamine, oligoelementi, conservanti — abbiamo scritto una guida a parte su cosa sono davvero gli additivi nel cibo per animali.

Stessa tabella, significati diversi

Adesso i numeri, che con due crocchette a confronto vanno letti per ultimi e mai da soli.

  • Proteina grezza, 25% contro 34%: nove punti di differenza, ma la parola grezza significa “misurata, non qualificata”. La tabella conta l’azoto e non distingue tra proteina di pollo disidratato e proteina estratta da un vegetale. Nel Prodotto A una parte di quel 25% arriva dagli estratti proteici vegetali e dai cereali; nel Prodotto B il 34% poggia su pollo, uova e aringa.
  • Grassi, 14% contro 18%: il secondo è un alimento più energetico, il che non è automaticamente meglio. Per un cane poco attivo o in sovrappeso può essere il contrario.
  • Ceneri grezze, 7,5% contro 7,8%: praticamente identiche. E non sono cenere: è il residuo minerale del campione, cioè calcio, fosforo e gli altri minerali. Ecco un numero che, preso da solo, non separa i due prodotti di un millimetro.

Ed è esattamente la lezione della tabella: due prodotti lontanissimi possono avere righe quasi sovrapponibili. Nell’analisi cerchi la coerenza con la lista degli ingredienti, non il verdetto.

Il Prodotto B è grain free, e non è quello il punto

Il Prodotto B non contiene cereali: al loro posto c’è la patata dolce. Vale la pena dirlo esplicitamente, perché è il tipo di scritta che sul fronte del sacco giustifica un aumento di prezzo: l’assenza di cereali non è di per sé un pregio. Un cane sano digerisce benissimo il riso, e quello che conta è cosa c’è al posto dei cereali, non che non ci siano. Se ti interessa la questione, l’abbiamo affrontata per esteso in cosa dice davvero la scienza sul grain free.

Quello che separa davvero le due crocchette a confronto non è il grain free: è che uno dichiara le sue fonti per nome e l’altro no.

E il prezzo? Guarda la riga della razione

Mano che versa la razione di crocchette nella ciotola di un cane

L’ultimo confronto è quello che quasi nessuno fa, ed è il più sensato: il costo di un alimento non è il prezzo al chilo, è quanto ne serve al giorno. Sul sacco, di solito accanto alla tabella nutrizionale, c’è la razione consigliata per peso del cane. Il Prodotto A indica 150 grammi al giorno per un cane di 10 chili; un alimento più concentrato, a parità di peso del cane, di solito ne chiede meno.

Con due crocchette a confronto il conto si fa così: prendi le due razioni consigliate per il peso del tuo cane, moltiplicale per il prezzo al chilo e confronta i due costi giornalieri. La distanza si accorcia parecchio rispetto ai cartellini sullo scaffale: non sparisce, ma diventa un numero reale su cui puoi decidere.

Due crocchette a confronto: il metodo in cinque mosse

  1. Controlla l’umidità di entrambi: se è diversa, i valori vanno ricalcolati sulla sostanza secca prima di confrontarli.
  2. Leggi il primo ingrediente: ti dice su cosa è costruito il prodotto.
  3. Conta le voci generiche: carni e derivati, oli e grassi, sottoprodotti. Più ce ne sono, meno sai.
  4. Cerca le voci che al cane non servono: zuccheri e coloranti in testa.
  5. Guarda la tabella per ultima, e solo insieme alla lista degli ingredienti.

Se vuoi ripassare il metodo dall’inizio, sta tutto nell’articolo su come si legge davvero l’etichetta di un alimento.

Domande frequenti

Il Prodotto A fa male al cane?

No. È un alimento completo e legale, formulato per coprire il fabbisogno di un cane adulto. Il confronto non riguarda la sicurezza, riguarda la trasparenza e la qualità delle fonti: con quell’etichetta in mano sai molto meno di cosa stai comprando.

Perché un prodotto ha il 34% di proteine e l’altro il 25%, se costano così diversamente?

Il prezzo non segue il numero in tabella, segue la lista degli ingredienti. La proteina grezza misura la quantità, non l’origine né la digeribilità: quel numero si può alzare con estratti proteici vegetali che costano una frazione del pollo disidratato.

“Carni e derivati” significa che il prodotto è scadente?

Significa che la specie non è dichiarata, non che l’ingrediente sia di scarto. È legale e diffuso anche in prodotti di fascia media. Il problema è che quell’informazione, con la confezione in mano, non hai modo di recuperarla.

Le crocchette colorate sono un problema?

Non sono un rischio, ma al cane non servono: i coloranti rendono riconoscibili le crocchette con le carote e con i piselli a chi compra il sacco. Sono una scelta di marketing dentro la lista degli ingredienti.

Posso confrontare due secchi guardando direttamente le percentuali?

Con due crocchette a confronto vale solo se dichiarano la stessa umidità, come in questo caso. Se un secco dichiara 9% e l’altro 18%, i numeri del secondo sono “diluiti” e vanno ricalcolati sulla sostanza secca, esattamente come si fa quando si confronta un secco con un umido.

In conclusione

Due sacchi con lo stesso pollo sul fronte e, sul retro, due modi opposti di raccontare un prodotto: uno che nomina le sue fonti una per una e uno che le raggruppa in categorie. Non serve sapere di nutrizione per accorgersene — servono il primo ingrediente, il conto delle voci generiche e uno sguardo alla tabella fatto per ultimo. Quanto poi ne serve al tuo cane, con la sua età, il suo peso e le sue eventuali patologie, l’etichetta non lo sa e non può saperlo: quello è il territorio del veterinario, che conosce il tuo cane mentre l’etichetta conosce solo il prodotto.

Leggere due crocchette a confronto richiede un minuto. Farlo su tutto lo scaffale è un lavoro — ed è esattamente il lavoro che abbiamo fatto noi, su oltre 15.000 alimenti per cani e gatti in vendita in Italia, letti uno per uno e valutati con lo stesso metodo. Con l’app HealthPet, gratuita su App Store e Google Play, quella risposta ce l’hai in cinque secondi, davanti allo scaffale.